LA BANCARELLA EDITRICE
 Il nostro Blog
 Abbiano deciso di fare un nostro Blog per sentire le opinioni dei nostri lettori su tutti gli argomenti che ci verranno sollecitati dal mondo del libro e dall'attualità e pubblicarli in rete senza censura alcuna, salvo le violazioni della legge e le diffamazioni gratuite e, potremo con l'autorizzazione dello o della scrivente pubblicarli anche sul nostro sito Facebook.


 
 03/02/2022

  LIBRERIE COME ESSERE VINCENTI NEL MONDO DEL MULTI MEDIALE

Aggiornarsi sempre aggiornarsi... è il motto del libraio vincente o almeno non soccombente al nuovo che avanza. La libreria oltre che mantenere il suo ruolo di contenitore di libri e di titoli nelle possibilità dello spazio, deve intraprendere nuove iniziative per non scomparire e lasciare lo spazio al NULLA dei grandi gruppi commerciali la cui politica è solo e sempre vendere e gettare via quello che resta fermo sugli scaffali fosse il più bel titolo del mondo. La libreria ha sempre il suo fascino di FORZIERE pieno di TESORI da scoprire, spulciando negli scaffali polverosi, tra cui si nascondono tanti autori che non aspettano altro che di essere scoperti e di portare il loro un messaggio ad altre persone per farle riflettere, crescere e divertirsi. La libreria si può paragonare all'albero dell'Eden da dove pendono tanti frutti anche proibiti che il lettore può scegliere senza incorrere nella cacciata dal "Paradiso". Un Paradiso che rischia di scomparire se i librai si faranno sottomettere dal mercato e dai suoi filibustieri, che sotto forma di serpente li tentano a non reagire, a lasciarsi andare alla corrente del tentatore in tutte le sue forme ed espressioni,

Ecco allora come reagire e divenire protagonisti negli anni che verranno.

Diverse soluzioni, che si possono integrare e cumulare,

1) Collaborare con i grossi portali di Internet come Amazon, Ibs, ecc, e chiedere di essere un punto di raccolta dei loro ordini, dove i lettori potranno venire di persona a ritirare i libri ordinati sul web, cosa ci guadagna il libraio?

Primo: un piccolo accredito che varia dal 3% in su, per il servizio, ma quello che è importante che il cliente non si sente in colpa per aver ordinato su Internet,

Secondo: nello stesso tempo il suo punto di riferimento oggettivo resta la libreria, dove si può sentire a casa sua, posare lo sguardo sulle vetrine e spulciare sugli scaffali, e così acquistare libri... magari chiedere consiglio al libraio instaurare una certa amicizia che porta magari la prossima volta a non ordinare subito su Internet.

Altre forme di coinvolgimento del lettore sono:

Le APP.

Ogni libreria avrà una sua APP che il cliente potrà scaricare sul suo cellulare, smartphone ecc. dove verrà informato di tutte le novità che escono nella sua libreria, nello stesso tempo potrà scegliere se essere informato sulle uscite di libri sull'argomento a lui gradito o su tutte le novità, che potrà prenotare immediatamente presso il suo libraio che provvederà ad avvisarlo appena i libri sono disponibili e ritirabili in libreria.

FACEBOOK

Un indirizzo su Facebook (che molti già hanno), ma completo di Messenger e chiamate Video, così il cliente potrà vedere di persona il libraio e dialogare con lui come se fosse in libreria.

VETRINE VIRTUALI

Comporre delle vetrine virtuali da mettere su YOU TUBE e poi dare il link al cliente per la visione.

CONFERENZE IN LIBRERIA VIRTUALI E DI PRESENZA

Fare conferenze con autori programmate sia virtuali sia di presenza quando si potrà, perché è importante portare il cliente in libreria, e dedicare un pomeriggio od una serata ad un dibattito letterario, Ciò porta all'immediata vendita dei libri dell'autore, che altrimenti il cliente rimanda e poi non compra più... INOLTRE i clienti stessi potranno proporre conferenze e dibattiti su ciò che loro aggrada, e queste conferenze non andranno di sicuro deserte. La libreria può così divenire un piccolo circo culturale e non un solo luogo di vendita.

UN SITO NAZIONALE COLLEGATO CON TUTTE LE LIBRERIE

Cosa difficile da farsi per l'eterno campanilismo e invidia concorrenziale tra librerie che non comprendono che solo la collaborazione può portare frutti per tutti.

Il sito dovrà contenere tutti i titoli sul mercato tradizionale e di antiquariato, inoltre tutti i titoli dei libri del data base delle biblioteche italiane affinché il libraio sappia dare sempre una completa informazione sui titoli ricercati dal lettore e il modo di procurarseli.

Se il libro è FUORI CATALOGO la libreria lo ordinerà alla libreria antiquaria facendonsi pagare una commissione dal cliente e consegnando i libri direttamente.

Se il libro è NELLE BIBLIOTECHE il libraio fornirà al lettore la scheda della biblioteca dove ordinare tramite il prestito Inter bibliotecario il libro.

Se il LIBRO è DISPONIBILE O GIACENTE solo in alcune librerie, tramite il futuro servizio di scambio tra librerie la libreria si farà inviare il libro richiesto dalla libreira che concederà uno sconto del 10% alla libreria venditrice.

Il SITO NAZIONALE DELLE LIBRERIE POTRÀ' ESSERE GESTITO DALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, OPPURE DA UNA SOCIETA' AD HOC A CUI i librai verseranno una cifra annuale minima per la gestione max 60 euro l'anno. considerando circa 3,670 librerie dati ISTAT 2020, vi sarà un entrata di € 22.020 cifra più che sufficiente, se poi inseriremo anche le edicole che vorranno partecipare la cifra salirebbe enormemente.

Importante questo punto perché nei piccoli paesi ci sono solo edicole e potrebbero benissimo divenire librerie virtuali dove poter ordinare senza spostarsi dal paese.

Poi il sito potrebbe ricavare altri guadagni dalla pubblicità editoriale.

POI POSSONO VENIRE TANTE ALTRE IDEE, l'importante e non fermarsi e subire passivamente la GLOBALIZZAZIONE.

Henry

 

 

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 02/02/2022

 LIBRAI E PICCOLI EDITORI TRA INCOMPRENSIONI E MANCATE VENDITE

Entrare in libreria è una vera odissea per i piccoli editori, specialmente oggi che si guarda solo al "Business" e non al servizio per cui sono nate le librerie. Poi ci si mette anche lo stato con misure vessatorie come il considerare il magazzino merce tassabile così meno libri si hanno meno tasse si pagano..... poi la tassa sulle superfici dei locali inventata dopo gli anni '80 del novecento, un altra misura che penalizza i librai. Il commercio libraio è stato assunto dalla legge Spadolini (anni '70 del Novecento) a Prodotto culturale come i musei le biblioteche ecc, però poi si fa di tutto per rendergli la vita difficile. Non abbiano mai avuto un ministro dopo Spadolini che ha creduto veramente nell'importanza delle librerie per la diffusione della cultura. L'attuale ministro Franceschini ha solo fatto approvare la legge sugli sconti eccessivi... poi non ha fatto altro. I librai soffrono di tutte queste e altri costrizioni con cui sono costretti a lavorare, non parliamo poi degli affitti esosi che hanno contribuito a far chiudere numerose librerie.

Ecco allora che i libraio deve rivolgere la sua attenzione prima al guadagno e poi al servizio culturale del territorio, e i libri dei piccoli editori non si vendono come il pane come i best sellers ma lentamente, e questo handicap procura un enorme danno al nostro patrimonio culturale e alla mancata soddisfazione delle richieste dei lettori che non trovano quasi mai i libri dei piccoli editori, costringendoli a farne a meno oppure a rivolgersi ai portali di internet, da Amazon in giù. I piccoli oggi dicono "Meno male che c'è internet, almeno vendiamo lì ciò che librerie si rifiutano di tenere".

Infatti per le ragioni sopra elencate, quando un piccolo editore si presenta in libreria viene snobbato, con diverse scuse, "Non abbiamo spazio, questi libri non li chiede nessuno!!!! ecc. "

Ma la vera realtà è che si ci sono le difficoltà di cui sopra, ma la prima vera ragione è che mancano i veri librai, che non giudicano i libri dall'importanza della casa editrice, che non giudicano senza prima leggere (come fanno certi giornalisti, a questo proposito ci viene in mente la vicenda di Oriana Fallaci che alla comparsa di un suo nuovo libro ebbe una critica feroce da parte di un giornalista, critica che all'indomani si dimostrò fasulla perché da cosa scrisse si scoprì che il libro il giornalista non lo aveva neanche letto!!!).

Molti di questi non sono veri librai ma "commercianti di carta stampata" che vendono a peso... come faceva la Feltrinelli molti anni fa...

Nella nostra esperienza personale da editori (siamo stati librai per 50 anni ma librai alla vecchia maniera...) nei contatti con questi librai troviamo anche le scuse più assurde per non tenere i libri in deposito (badate bene, li pagano solo se li vendono):

"Poi bisogna fare il rendiconto... poi quando le rispedisco mi tocca pagare le spese, (ma quando li ricevono non le pagano). Poi io tengo solo i libri che mi chiedono... " ecc, ecc

Infine quando li prendono, invece di farli passare un per in po' di tempo in evidenza o sulle vetrine, li nascondono subito negli scaffali meno accessibili, cosicché nessuno li vede o quasi, salvo i famosi topi di biblioteca. Uno di questi topi, ci ha raccontato che per caso ha visto un nostro libro a cui era interessato, nascosto tra altri... (Nota questa libreria di Livorno, molto grande, ora ha chiuso...) Non certo perché nascondeva i nostri libri (e di altri piccoli editori) ma perché la gestione della libreria non era al passo coni tempi e al servizio della Cultura.

In questi ultimi anni poi con la concorrenza di internet dei supermercati le vendite nelle librerie si sono ridotte e loro non hanno saputo far fronte alla nuova situazione ostinandosi a vendere sempre la solita merce, e a chiudersi ancora di più verso i piccoli editori.

Occorre un cambio di marcia se si vuole che i librai non chiudano, che i piccoli editori siano più presenti in libreria, e che il nostro ministro della Cultura faccia un regime fiscale speciale per le librerie e faciliti gli aiuti economici per questo settore.

Ma occorre anche che i librai, facciano corsi (veri) di formazione, imparino a sfruttare le nuove tecnologie in libreria, sia di comunicazione che di vendita. e anche più fantasia perbacco !!

 

 

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 01/02/2022

 LIBRAI SI NASCE NON SI DIVENTA

Oggi vanno di moda i corsi di formazione, le scuole di specializzazione "la Scuola per Librai" ma la professione di librario è una professione anomala che poco si sposa con il management o il Business. Il libraio non amministra una Merce ma libri, libri che per la loro conformazione sono diversi da qualsiasi altra prodotto. I libri sono vivi pieni di sapere sono portatori di pensieri idee movimenti e persino di rivoluzioni. Quale altra merce è alla loro altezza ? forse i Video ma quest'ultimi sono pieni per lo più di immagini, luci colori e idee appena enunciate.

Ogni libro come diceva Platone (citiamo a Memoria) "E' un universo infinito, ogni volta che si legge vi scopriamo nuovi universi , nuovi messaggi, nuove idee ". Per questa particolarità il libro ha bisogno di librai attenti e innamorati di lui .

Il libraio, il vero libraio è come il libro sempre nuovo sempre attento ai segni dei tempi , agli autori e alle nuove idee. Oggi invece nelle cosiddette scuole per librai si propugna l'idea che l'importante è saper vendere il libro , farlo rendere economicamente al pari di qualsiasi altra merce ed essere solo attenti alle campagne pubblicitarie degli editori dove si esaltano solo sconti e ciarpame letterario.

Il libraio secondo queste nuove teorie non è un intellettuale non si deve preoccupare di ciò che vende delle idee che vende , ad altri il compito di educatori !. Bisogna saper vendere "La Merda" come quel famoso artista italiano che ne riempì alcuni barattoli e li mise in vendita con la dicitura "Merda d'artista" e li ha venduti ! E a che prezzo !.

Questi sono i nuovi ideali dei nuovi librai patentati e non ci meravigliamo perciò se le librerie poi vanno in crisi o chiudono o si trasformano in bazar . IL vero libraio è di tutta un altra pasta nasce libraio lo fa per vocazione ed è di tutt'altra pasta. Ha un cuore a forma di libro sempre nuovo, sempre attento a cosa si pubblica, come si pubblica e quando si pubblica sempre informato e pronto a promuovere i buoni libri le loro idee senza preoccuparsi dei best sellers da lui chiamati "Bestialità in serie".

Da parte degli intellettuali e dei giornalisti (intellettuali di serie B salvo poche eccezioni) si dice che questi librai non esistono più si danno per estinti già sin dagli anni '70 su numerose riviste dell'epoca. Noi invece crediamo che questi librai esistano, anzi lentamente aumentino e grazia anche a Internet possono fare sentire la loro voce spezzando il monopolio della carta stampata gestita dalla lobby del potere politico-giornalistico.

Henry

articolo pubblicato alcuni anni fa sulla rivista "Il libro volante"
 

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