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9788889971512

Stecchetti Lorenzo, Postuma, p. 134, - € 18,00 Bross., Classici n. 3 2009.

 

  a richiesta è disponibile la versione in e-bok pdf Ordine E-book € 9,00

Chi era veramente
Lorenzo Stecchetti

Olindo Guerrini, Forlì il 4 ottobre 1845 Bologna il 21 ottobre 1916. Fu poeta, prosatore, bibliofilo e studioso di letteratura italiana. Diceva di se « Sono nato (ahimè!) A Forli; ma la mia vera patria è Sant'Alberto 15 Km al nord di Ravenna, dove i miei avi hanno sempre vissuto»
Trascorse gran parte della propria a vita a Bologna prima come impiegato e poi come direttore della biblioteca universitaria. Amò molto fotografare e andare in bicicletta per tutta Italia. Aderì al Verismo e fu ammiratore del Carducci. Nei suoi versi mostrò uno spirito singolare e bizzarro Fu un erudito e critico letterario attento ad ogni nuova voce. Nel 1877 pubblicò la raccolta di poesie Postuma, asserendo, nella prefazione, che trattavasi di versi di un cugino, Lorenzo Stecchetti, morto per tisi all'età di 30 anni. Il volumetto suscitò scandalo per gli insinuanti toni erotici e gli spunti blasfemi alternati a elementi comici e satirici.
Alla sua uscita ebbe un succeso di vendite maggiore delle Odi barbare del Carducci e nel corso della sua vita ne uscirono ben 32 ristampe. Il libro passò i confini della Romagna giungendo anche in Toscana dove ancora esistono suoi estimatori che ne recitano i versi a memoria specialmente il canto dell'odio “Quando tu dormirai dimenticata/sotto la terra grassa/e la croce di Dio sarà piantata/ritta sulla cassa/...”

Nel libro si riconosce chiaramente l'ispirazione a spunti e motivi provenienti dai romantici francesi, che Guerrini ben conosceva, viva è la denuncia e la satira del conformismo morale, religioso, sociale che non ha confini...
Pubblica poi Polemica (1878), Nova polemica (1878), dove la riconferma della poetica verista si affianca a un violento anticlericalismo dovuto all'ingerenza temporale della chiesa in quel periodo rivoluzionario che è stato il “Risorgimento” e dove questa confondeva il regno dei cieli con quello della terra, e il Concilio Vaticano II era di là da venire...
Nelle Rime di Argia Sbolenfi (1897) la sua forma poetica fluida e gradevole qui prende corpo in una satira leggermente misogina Scrisse inoltre il poema burlesco e parodistico Giobbe, serena concezione di Marco Balossardi (1882).
Nel 1901 scrisse In bicicletta dove diede sfogo alla sua passione la bicicletta, tra l'altro fu Capoconsole del Touring Club Italiano. Nel 1908 scrisse Ciacole da Bepi riportate in parte sul giornale Il pugno di ferro, dove fece parlare in veneto Pio X. Nel 1918 dopo la sua morte apparve L'arte di Uitilizzare gli avanzi della mensa. Dove viene illustrata una cucina povera allusiva alla penuria alimentare dei magri stipendi dell'epoca.
Usò anche con notevole efficacia il dialetto romagnolo anche nei Sonetti Romagnoli, pubblicati anche questi postumi, dal figlio Guido nel 1920.
Olindo Guerrini ebbe vasta popolarità per i suoi atteggiamenti anticlericali e socialisticheggianti e per la sua polemica contro i romantici e gli idealisti.


Henry

 

Il libro dello Stecchetti è ormai un classico dell'ottocento che suscita sempre sommovimenti dell'animo umano e profonde riflessioni sull'amore negato, e sul senso della vita. Il libro richiama alla mente “I dolori del giovane Werther” di Goethe dove le delusioni d'amore diventano scuola di vita.
Alla sua uscita ebbe un succeso di vendite maggiore delle Odi barbare del Carducci e nel corso della vita dello scrittore ne uscirono ben 32 ristampe. Il libro passò i confini della Romagna giungendo anche in Toscana dove ancora esistono suoi estimatori che ne recitano i versi a memoria specialmente il canto dell'odio

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